Nei rifiuti elettronici una super miniera


9 lug 2012   //   by Nebrodi 5 Stelle   //   Ambiente, Blog  





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Il materiale delle “miniere urbane” vale più di quello estratto dalle miniere d’oro. A causa dello scarso riciclaggio, le discariche di rifiuti di origine elettronica possono fornire materiale 50 volte più prezioso di quello estratto dalle miniere auree. La produzione mondiale di dispositivi elettronici, dai computer ai cellulari e altre apparecchiature, impiega infatti ogni anno 320 tonnellate d’oro e 7.500 tonnellate di argento. A sostenerlo gli esperti dell’e-Waste Accademy, il primo incontro mondiale nato per promuovere la corretta gestione e lo smaltimento dei rifiuti elettronici, organizzato dal Solving the E-waste Problem (StEP) delle Nazioni Unite e dal Global e-Sustainability Initiative (GeSI). La sede dell’evento e’ l’Istituto per le risorse naturali delle Nazioni Unite, in Ghana, Africa.

Il valore totale dei metalli preziosi utilizzati annualmente per la produzione industriale dei dispositivi elettronici ammonta a 21 miliardi di dollari, di cui si stima che soltanto il 15% venga recuperato dalle “miniere urbane”. Per quanto riguarda l’oro, i prodotti elettrici ed elettronici impiegano il 5,3% (197 tonnellate) della produzione mondiale nel 2001 e il 7,7% di quella del 2011 (320 tonnellate), pari al 2,5% delle riserve auree nelle casse degli Stati Uniti. Nei paesi in via di sviluppo la percentuale di raccolta dei metalli preziosi tra i rifiuti e’ stimata attorno al 80-90%, almeno dove è presente un’attività di riciclaggio non ufficiale, ma a causa dei rudimentali processi di recupero, circa la metà del metallo prezioso va perduta. In totale, tra paesi sviluppati e quelli più poveri, circa l’85% di questi metalli non viene recuperato.

“Modelli di consumo più sostenibili e il riciclaggio dei materiali sono essenziali se i consumatori continuano a godere di dispositivi high-tech per qualunque cosa, dalla comunicazione moderna ai trasporti e gli edifici intelligent”, spiega Luis Neves, presidente di GeSI. “Un giorno, tra non molto, la gente penserà a queste costose inefficienze e si chiederà come abbia potuto essere così miope e sconsiderata nella gestione delle risorse naturali”, ha commentato Ruediger Kuehr, segretario generale dello StEP. Dall’incontro emerge la necessità di riposizionare il concetto di “gestione dei rifiuti” con “gestione delle risorse”, con lo scopo di utilizzare soluzioni adeguate a livello internazionale per un riciclaggio efficiente ed eco-sostenibile.

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