Etichette energetiche TV: tutto quello che devi sapere per risparmiare


15 giu 2012   //   by Nebrodi 5 Stelle   //   Ambiente, Blog, Sviluppo  





Chi è andato in un grosso centro commerciale con l’intenzione di comprare una TV si sarà accorto che ormai tutti i modelli nuovi hanno un adesivo con la famosa etichetta energetica dell’Unione Europea. Teoricamente l’etichetta dovrebbe essere esposta anche per i modelli vecchi, ma da un richiamo ufficiale che Italia, Romania e Cipro hanno avuto a febbraio sappiamo che in realtà sono pochi quelli che in Italia hanno recepito la direttiva completamente.

Proprio per questo motivo abbiamo realizzato questo articolo per fare un po’ di chiarezza nel campo delle etichette energetiche TV e soprattutto per fare alcune considerazioni sul costo delle TV legate alle diverse classi.

I produttori hanno infatti dichiarato le classi energetiche per tutti i modelli di TV 2012, quindi basta un breve giro sui siti web principali per controllare le classi dichiarate e analizzare con lucidità la situazione. Quello che vogliamo determinare, alla fine di tutto, è se queste classi energetiche sono un fattore da prendere in seria considerazione quando si acquista una TV oppure se la classe C di un plasma Panasonic non deve fare così paura.

L’etichetta energetica per le TV è una autocertificazione: il produttore deve misurare la TV seguendo alcune istruzioni pubblicate sul sito dell’Unione europea e classificare i modelli secondo una tabella ben definita che prevede classi che vanno da G a A+++.

In realtà al momento sarebbe sufficiente etichettare la TV come classe A, perché la Classe A+ entra in vigore nel 2014, quella A++ nel 2017 e quella A+++ nel 2020. Le etichette sonop leggermente diverse e le vediamo sotto. Sull’etichetta, oltre alla classe sono indicati anche il polliciaggio della TV, il consumo di energia in modo acceso espresso in Watt, il consumo annuo di energia calcolato con la TV accesa 4 ore al giorno e se è presente un interruttore ben visibile che permette di portare il consumo in stand-by ad un livello inferiore a 0.001 Watt.

Ad oggi però molti produttori si sono portati avanti, e già hanno iniziato a segnalare dove presente una classe A+ o A++: è il caso dello Sharp da 80” LC-80LE645E che ad esempio si è già classificato A++.

Questa è la prima cosa da guardare: le due etichette energetiche qui sopra mostrano una TV classe A, una classe A+ e una TV in classe A++. Ma c’è un trucco: la TV in classe A in realtà meriterebbe una classe A+, ma l’etichetta energetica è quella di riferimento per l’anno 2011 che ancora non prevedere quella possibilità. Il piccolo numerino in basso, sotto la cornice, indica l’anno di riferimento dell’etichetta: se c’è scritto 2011 e mancano le classi A+, A++ e A+++ non vuol dire che il TV è in classe A ma che è almeno classe A. Per capire la vera classe si deve calcolare a mano l’indice di efficienza energetica seguendo le tabelle dei produttori.

Lo facciamo noi per voi, perché il calcolo è abbastanza standard.

Per calcolare il consumo di una TV la normativa dell’Unione Europea prevede che una TV stia accesa 4 ore al giorno per 365 giorni e sia impostata in modalità standard out of the box.

Qui si può aprire una piccola parentesi: i produttori potrebbero impostare una modalità di default “eco” che faccia guadagnare una bella A+, quando in realtà con la TV calibrata e una modalità immagine diversa i consumi potrebbero salire e non di poco. Altra questione riguarda il sensore energia: se il sensore energia viene attivato di default il consumo viene abbassato del 5%, altro piccolo trucco per guadagnare qualcosa. Con questo non vogliamo dire che i produttori di TV imbrogliano, ma che volendo ci sono delle soluzioni per guadagnare qualche Watt e rientrare nelle regole.

Con la TV accesa, in modalità default, si misura il consumo istantaneo utilizzando clip di segnale televisivo per 10 minuti consecutivi: l’unico accorgimento richiesto è la disattivazione di eventuali sistemi di dimming.

Ecco come vengono classificate le TV :

Le TV in commercio

Basta fare un piccolo giro sui siti web dei maggiori produttori per accorgerci che alla fine praticamente tutte le TV in commercio se sono LED sono anche classe A o classe A+. C’è qualche caso raro come la serie 960 di LG che è dichiarata classe B, ma sono pochi. Diversa la situazione dei plasma: tutti i Panasonic sono classe C, fatta eccezione per la serie X50 che è classe B.

Tra le classi A però ci sono le differenze che abbiamo visto sopra: se su un etichetta c’è scritto classe A ma è la versione 2011, quella che non prevede classi superiori, quella “A” dice tutto e non dice niente. Per una maggiore coerenza si sarebbero dovute introdurre fin da subito le etichette che riportavano anche la classe A+++, oppure si dovevano vietare fino al 2019 con introduzione ufficiale nel 2020.

Ritornando alle tabelle di prima si possono fare dei confronti molto semplici: una TV LED da 55” in classe A costa meno di 41 euro in un anno per la gestione, mentre una TV al plasma ne costa 83: siamo così certi che vale la pena scegliere il LED per risparmiare 42 euro? Per non parlare poi delle differenze misere tra un 40” in classe A e uno in classe A+: 5.5 euro in meno per la gestione annua, poca cosa se il classe A+ ha un costo maggiore.

Vorremmo chiudere con una considerazione: tutti questi calcoli, questi prezzi e questi valori alla fine si basano su quello che le aziende dichiarano e che nessuno al momento verifica. Noi ci prendiamo l’impegno di verificare, con ogni TV che passa in redazione, se effettivamente il consumo dichiarato corrisponde al vero ma soprattutto quanto consuma il TV se viene regolato a dovere e non impostato in modo “furbo”.

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